uno scatto ogni tanto

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lunedì 3 ottobre 2011

Autunno, cade la musica


Non ci siamo ancora ripresi dalla notizia di dieci giorni fa sulla decisione dei R.E.M. di “call it a day as a band”, che arriva l'amato Ivano Fossati ad annunciare, a sorpresa e in TV, il suo pre-pensionamento: quello in uscita sarà l'ultimo album, e dopo il tour 2011/2012 finirà anche l'attività live, almeno nelle forme tipiche dei concerti organizzati.

Conoscendo la serietà di Fossati, mi pare che questo addio alle scene, così lucido e semplice, non lasci spazio a incertezze o cambi di programma dell'ultimo minuto.

Amo sia i R.E.M. che Fossati da tanto, tantissimo tempo: le loro canzoni mi accompagnano da sempre. Non mi hanno regalato soltanto good vibrations, ma anche nuovi universi culturali, inediti stimoli, occasioni di crescita, ispirazioni e - non ultimo - piacevolissimi e importanti incontri umani.
La notizia che non potrò più assistere a un loro concerto né ascoltare un album o una canzone nuova (con tutto quel groviglio di aspettative ed entusiasmo che spesso portano con sé), inevitabilmente mi rende un po' triste e un po' orfano.

Però, sono anche contento e fiero di seguire con passione artisti tanto coerenti, coraggiosi, indipendenti: uscire di scena con classe e coraggio, nel pieno delle loro potenzialità e facoltà creative, non è da tutti. 

Quanti artisti, non solo nel campo della musica, avremmo voluto che si fossero fermati prima? Quanti di loro stanno impolverando una storia gloriosa con un presente poco dignitoso? Se chiediamo alla politica un sacrosanto ricambio generazionale (e io non sono né giovane, né giovanilista), quanto sarebbe opportuno e salutare avere anche un ricambio delle risorse creative? Quanti “venerati maestri” sono diventati dei totem inattaccabili e inamovibili?
Ringraziando Ivano Fossati e la band di Athens per quanto di bello e di buono hanno fatto, condivido dal tubo due canzoni paradigmatiche delle rispettive carriere e che sento particolarmente vicine.



lunedì 25 luglio 2011

Un po' di quiete dopo la tempesta


Per tre giorni il mondo è sembrato impazzire. La strage di Oslo, così violenta e inaspettata, ha dato una massiccia verniciata di nero su umori e speranze.

L'arte e la poesia non hanno fatto diventare l'umanità più saggia e pacifica. Però, a volte, hanno offerto minimi squarci di serenità, piccole luci nel buio.
Chissà se anche questo contributo made in Scotland potrà fungere da lenitivo esistenziale.
È l'incontro tra i colori e le forme di un grande illustratore contemporaneo, Lesley Barnes, e le note delicate dei Belle and Sebastian. La raffinata band indie-pop di Glasgow ha scelto il concittadino Barnes per la realizzazione del videoclip della versione remix di “I didn't see it coming”. La canzone fa parte dell'album “Write about love” (2010). Il video lo potete vedere qui. Un condensato di poesia in movimento, impalpabile magia, senso di meraviglia e originalità. Grazie Luisella!
Via designerblog.it

giovedì 21 luglio 2011

All'inizio


Lui è un cantautore elettropop francese dalla faccia buffa e dal nome simpatico: Alex Beaupain.
È l'autore delle musiche dei film di Christophe Honoré, tra cui quelle dello struggente “Les chansons d'amour” (1997), un omaggio fresco e disinibito alla Parigi della Nouvelle Vague e ai film musicali di Jacques Demy, con la loro finta innocenza in technicolor.
Qui però voglio segnalare una canzone e – soprattutto – un videoclip.
Si chiama “Au départ”, è tratto dall'album “Pourquoi mon coeur battait” e secondo me è bellissimo. Lo potete vedere qui.
Un'animazione semplice e colorata, icone prestate dall'infografica, ironia e inventiva, stilismi raffinati, trionfo del 2D, poesia per immagini... Il tutto per raccontare, in contemporanea, una storia d'amore e di disillusione privata e la storia della Sinistra francese dal trionfo di Mitterrand alle elezioni del 2002 con lo “scampato pericolo” Le Pen. Suggestivo, vero?